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Ristori Bis DL 149

Emergenza COVID | 11 Novembre 2020 | Studio Legale MC

Carissimi tutti,

come saprete ieri è stato pubblicato il nuovo decreto-legge cd. Ristori bis (D.L. n. 149/200) in cui vengono previste ulteriori misure urgenti in materia di tutela della salute, sostegno ai lavoratori e alle imprese e giustizia, connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19 alla luce delle ultime misure restrittive previste dal DPCM 3 novembre 2020.

Preliminarmente evidenziamo che il nostro contributo odierno si soffermerà solo su alcuni aspetti previsti dal decreto quali i trattamenti di integrazione salariale, bonus baby sitter e congedo ed infine sulla sospensione/esonero dei versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali.

In primo luogo, si segnala che la prima modifica apportate dal decreto-legge Ristori bis riguarda l’ampliamento della platea dei lavoratori destinatari dei trattamenti d’integrazione salariale.

Con il D.L. 149/2020 è stato previsto, infatti, il riconoscimento dei trattamenti di integrazione salariale anche in favore dei lavoratori in forza alla data di entrata in vigore del decreto-legge Ristori bis.

I destinatari delle prestazioni di integrazione salariale sono pertanto i lavoratori in forza al 9 novembre 2020.

La possibilità di accesso agli ammortizzatori sociali con causale COVID-19 viene quindi estesa anche agli assunti dopo il 13 luglio 2020.

Un’altra modifica riguarda la rimessione nei termini prevista dall’articolo 12, comma 7 del decreto Ristori (D.L. n. 137/2020). Il predetto comma è stato interamente sostituito.

La nuova formulazione prevede la proroga al 15 novembre 2020 dei termini decadenziali di invio delle domande di accesso ai trattamenti collegati all’emergenza Covid-19 di cui agli articoli da 19 a 22-quinquies del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27 e successive modificazioni e integrazioni, e di trasmissione dei dati necessari per il pagamento o per il saldo degli stessi che, in applicazione della disciplina ordinaria, si collocano tra il 1° e il 30 settembre 2020.

Con le modifiche introdotte si pone rimedio alla carenza delle rimessioni previste dal decreto-legge 7 ottobre 2020, n. 125 ed anticipate dalla circolare INPS n. 115/2020.

L’articolo 3 del D.L. n. 125/2020 aveva infatti disposto il differimento al 31 ottobre 2020 dei termini fissati dai commi 9 e 10 del D.L. n. 104/2020. Tuttavia, nelle remissioni di cui al citato articolo 3 del D.L. n. 125/2020 non risultavano comprese tutte le scadenze fissate per fine settembre 2020.

Su tutte, quelle relative alle domande di accesso ai trattamenti il cui periodo di riduzione o sospensione dell’orario di lavoro aveva avuto inizio nel mese di agosto 2020.

Tali domande dovevano essere presentate entro fine settembre ai sensi dell’articolo 1, comma 5, del D.L. n. 104/2020 e non ai sensi dei commi 9 o 10 del medesimo provvedimento.

La nuova rimessione nei termini sposta al 15 novembre 2020 tutti i termini decadenziali di invio sia delle domande di accesso ai trattamenti collegati all’emergenza Covid-19 che quelli di trasmissione dei dati necessari per il pagamento o per il saldo degli stessi che, in applicazione della disciplina ordinaria, si collocano tra il 1° e il 30 settembre 2020.

Inoltre, l’articolo 12 del decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137 ha previsto un nuovo periodo di 6 settimane di trattamenti di Cassa integrazione ordinaria, Assegno ordinario e Cassa integrazione in deroga di lavoro con causale COVID-19 di cui agli articoli da 19 a 22 quinquies del decreto Cura Italia (decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito con modificazioni dalla legge 24 aprile 2020, n. 27), per i datori di lavoro che sospendono o riducono l’attività lavorativa per eventi riconducibili all’emergenza epidemiologica.

Le 6 settimane devono essere collocate nel periodo ricompreso tra il 16 novembre 2020 e il 31 gennaio 2021 e costituiscono la durata massima che può essere richiesta con causale COVID- 19 nel predetto arco temporale.

Qualora per tale periodo fossero già stati richiesti ed autorizzati periodi d’integrazione ai sensi dell’articolo 1 del decreto Agosto (D.L. n. 104/2020 con modificazioni dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126), laddove collocati, anche parzialmente, in periodi successivi al 15 novembre 2020, l’imputazione verrà attribuita alle nuove 6 settimane, con conseguente contrazione del periodo totale.

Quanto al bonus baby sitter e congedo straordinario.

Per le zone rosse nelle quali è stata disposta la chiusura delle scuole secondarie di primo grado, all’art. 13 viene riconosciuta, alternativamente ad entrambi i genitori di alunni delle suddette scuole, lavoratori dipendenti, nelle sole ipotesi in cui la prestazione lavorativa non possa essere svolta in modalità agile, la facoltà di astenersi dal lavoro per l’intera durata della sospensione dell’attività didattica in presenza, con il riconoscimento di un’indennità pari al 50% della retribuzione mensile.

Il successivo art. 14 invece, sempre per le regioni rosse nelle quali sia stata disposta la chiusura delle scuole secondarie di primo grado, introduce un bonus baby sitter da 1.000 euro, da utilizzare per prestazioni effettuate nel periodo di sospensione dell’attività didattica in presenza. La fruizione del bonus è riconosciuta alternativamente ad entrambi i genitori, nelle sole ipotesi in cui la prestazione lavorativa non possa essere svolta in modalità agile, ed è subordinata alla condizione che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa o altro genitore disoccupato o non lavoratore. Il bonus non è riconosciuto per le prestazioni rese dai familiari.

Sia il congedo straordinario (art. 13) che il bonus baby sitter (art. 14) sono riconosciuti anche ai genitori di figli con disabilità in situazione di gravità accertata ai sensi dell’articolo 4, comma 1, della legge n. 104/1992, iscritti a scuole di ogni ordine e grado o ospitati in centri diurni a carattere assistenziale, per i quali sia stata disposta la chiusura ai sensi dei DPCM del 24 ottobre 2020 e del 3 novembre 2020.

Infine, in merito alla sospensione dei versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali

L’art. 11 dispone la sospensione dei versamenti contributivi dovuti nel mese di novembre 2020 a favore dei datori di lavoro privati appartenenti ai settori individuati nell’Allegato 1. La predetta sospensione non opera relativamente ai premi per l’assicurazione obbligatoria INAIL.

È altresì sospeso il versamento dei contributi previdenziali e assistenziali dovuti nel mese di novembre 2020, in favore dei datori di lavoro privati che abbiano unità produttive od operative nelle aree del territorio nazionale, caratterizzate da uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto (zone rosse), appartenenti ai settori individuati nell’Allegato 2.

I pagamenti dei contributi previdenziali e assistenziali sospesi devono essere effettuati, senza applicazione di sanzioni e interessi, in un’unica soluzione entro il 16 marzo 2021 o mediante rateizzazione fino a un massimo di 4 rate mensili di pari importo, con il versamento della prima rata entro il 16 marzo 2021. Il mancato pagamento di 2 rate, anche non consecutive, determina la decadenza dal beneficio della rateazione.

Ulteriore esonero è previsto a favore delle aziende appartenenti alle filiere agricole, della pesca e dell’acquacoltura, comprese le aziende produttrici di vino e birra, che svolgono le attività identificate dai codici ATECO di cui all’Allegato 3, l’art. 21 riconosce l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL, per la quota a carico dei datori di lavoro, anche per la mensilità relativa a dicembre 2020 (in aggiunta alla mensilità di novembre prevista dal decreto Ristori)

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