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Nota Decreto Ristori DL 137

Emergenza COVID | 29 Ottobre 2020 | Studio Legale MC

DECRETO LEGGE N. 137 DEL 28 OTTOBRE 2020

Nella tarda serata di ieri è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto legge n. 137/2020 già rinominato decreto “Ristori”, la cui finalità precipua è quella di introdurre misure di sostegno economico alle imprese maggiormente colpite dalle misure restrittive introdotte con i recenti DPCM per fare fronte alla seconda ondata dell’emergenza epidemiologica da Covid-19.

Con il decreto in parola il Governo ha altresì deciso di prorogare alcune misure disposizioni già previste dai precedenti decreti legge “Cura”, “Aprile”, “Rilancio” e “Agosto”, tutti già convertiti in legge ordinaria, tra le quali spicca, senza dubbio, il prolungamento della cd. Cassa Covid per ulteriori 6 settimane, con parallela estensione del divieto di licenziamento fino al 31.01.2021.

Di seguito una breve disamina delle misure più rilevanti.

Ammortizzatori sociali

L’art. 12 prevede l’introduzione di ulteriori 6 settimane di Cassa ordinaria, Assegno e Cassa in deroga con causale Covid-19 per tutti i datori di lavoro.

Le nuove 6 settimane potranno essere utilizzate tra il 16 novembre 2020 e 31 gennaio 2021, con la precisazione che in tale periodo le 6 settimane potranno essere la durata massima che potrà essere richiesta con causale Covid-19. Pertanto le settimane già autorizzate che dovessero essere usufruite in data successiva al 16 novembre dovranno essere necessariamente computate alle 6 settimane in parola.

Condizione per poter accedere alle nuove 6 settimane, se non si rientra nelle attività maggiormente colpite dalle restrizioni del DPCM del 24 ottobre 2020, è quella di aver usufruito delle ulteriori 9 settimane previste dall’art. 1 del D.L. 104/2020. Resta quindi possibile per tutti quei datori di lavoro che non lo hanno ancora fatto, usufruire delle (9+9) settimane previste del decreto agosto fino al 15 novembre.

Possono accedere aIle predette nuove settimane anche i datori di lavoro che avevano richiesto l’esonero contributivo ex art. 3 del decreto “Agosto” per la frazione di esonero richiesto e non goduto.

Non è richiesto alcun tipo di contributo per usufruire delle nuove 6 settimane ai datori di lavoro che abbiano riportato, nel primo semestre del 2020 una riduzione del fatturato superiore o pari al 20% rispetto al primo semestre del 2019.

Per le imprese che hanno avuto una riduzione di fatturato inferiore al 20% viene richiesto un contributo addizionale pari al 9% della retribuzione globale che sarebbe spettata al lavoratore per le ore di lavoro non prestate durante la sospensione o riduzione dell’attività lavorativa, mentre il contributo addizionale sale al 18% per le imprese che non abbiano riportato alcuna riduzione di fatturato rispetto al primo semestre del 2019.

Divieto di licenziamento

Il Governo sembra fare propria l’interpretazione più restrittiva del divieto di licenziamento riproposto con il decreto “Agosto e dispone con i commi 9 e 10 dell’art. 12 il divieto generalizzato per tutti i datori di lavori di procedere a licenziamenti collettivi ex l. 223/1991 o a licenziamenti individuali per giustificato motivo oggettivo, ivi comprese le procedure ex art. 7 l. 604/1966.

Vengono confermate le eccezioni al divieto riconducibili a quei lavoratori che hanno individualmente aderito agli accordi aziendali di incentivo alla risoluzione del rapporto di lavoro sottoscritti dalle sigle sindacali maggiormente rappresentative a livello nazionale.

Come in precedenza il divieto di licenziamento di cui sopra non si applica in caso di fallimento e/o liquidazione dell’impresa senza continuità di esercizio dell’attività aziendale.

Esonero contributivo

I datori di lavoro che non intendono usufruire delle ulteriori 6 settimane di ammortizzatori sociali possono optare per 4 settimane, fino al 31.01.2021, di esonero dal versamento dei contributi previdenziali, già previsto dall’art. 3 del decreto “Agosto” nei limiti delle ore di integrazione salariale gia’ fruite nel mese di giugno 2020, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’INAIL, riparametrato e applicato su base mensile e ferma restando l’aliquota pensionistica.

Le aziende interessate dalle misure restrittive previste dal DPCM 24 ottobre 2020 possono sospendere, ai sensi dell’art. 13, i versamenti contributivi per il mese di novembre. Detti contributi dovranno essere versati in un’unica soluzione entro il 16.03.2021 o con quattro rate a decorrere sempre dal 16.03.2021.

Smart working

Il lavoratore con figlio minore di anni 16 (non più 14) potrà usufruire dello smart working non solo in caso di quarantena del minore, ma anche nel caso in cui venga sospesa l’attività didattica a scuola.

Laddove la prestazione lavorativa non possa essere svolta da remoto, uno solo dei due genitori potrà astenersi dal lavoro, tuttavia in caso di figli di età compresa tra i 14 e i 16 anni il lavoratore non avrà diritto a retribuzione o a indennità, pur mantenendo il diritto alla conservazione del posto di lavoro. In caso di figli con età inferiore ai 14 anni il lavoratore continuerà a vedersi riconosciuto l’indennizzo da parte dell’INPS.

Contributi a fondo perduto

Viene riconosciuto un contributo a fondo perduto per tutti i titolari di partita IVA, aperta prima del 25.10.2020 che esercitino una delle attività interessate dalle misure restrittive del DPCM del 24 ottobre 2020 (es. bar, ristoranti, palestre, piscine, teatri etc.) il cui fatturato del mese di aprile 2020 sia inferiore ai 2/3 dell’ammontare del fatturato di aprile 2019, salvo che la partita IVA sia stata aperta dopo il 1 gennaio 2019.

Il contributo, che non potrà eccedere i 150.000,00 euro, verrà accreditato direttamente sul conto corrente dalla Agenzia delle Entrate e verrà quantificato, sulla base del tipo di attività esercitata, tra il 100% e il 400% dei contributi già riconosciuti con i decreti precedenti.

Credito d’imposta per locazioni e affitti

Per le imprese interessate dalle misure restrittive del DPCM del 24.10.2020 è previsto il riconoscimento di un credito d’imposta perì i canoni dei mesi di ottobre, novembre e dicembre 2020 delle locazioni ad uso non abitativo e per gli affitti d’azienda.

Cancellazione II rata IMU

Solo per le imprese interessate dalle misure restrittive del DPCM del 24.10.2020 qualora il titolare dell’attività sia anche proprietario dell’immobile è prevista la cancellazione della II rata dell’IMU per i locali ove viene esercitata l’attività.

Sospensione pignoramento prima casa

L’art. 4 prevede l’estensione della sospensione fino al 31.12.2020 di tutte le procedure esecutive che abbiano ad oggetto l’abitazione principale del debitore.