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INAIL – Documento tecnico sulla possibile rimodulazione delle misure di contenimento del contagio da Covid 19 nei luoghi di lavoro e strategie di prevenzione

Emergenza COVID | 22 Aprile 2020 | Studio Legale MC

Carissimi,

Nella giornata di ieri l’INAIL ha emanato un importante documento, attualmente al vaglio del Governo, che potrebbe costituire la base per la ripartenza (c.d. Fase 2) e/o per la continuazione delle attività lavorative e delle nuove strategie di prevenzione.

Infatti, il “Documento tecnico sulla possibile rimodulazione delle misure di contenimento del contagio da Covid -19 nei luoghi di lavoro e strategie di prevenzione” è finalizzato a fornire “elementi tecnici di supporto al processo di decisione politica, al fine di identificare le attività produttive che gradualmente potrebbero riattivarsi garantendo un’adeguata sicurezza per i lavoratori e allo stesso tempo la sostenibilità complessiva delle politiche di contrasto all’epidemia”.

Tale documento rappresenta, indubitabilmente, un punto che potrebbe dare quella “certezza”, magari non assoluta, ma sicuramente molto più alta, alle aziende e alla loro “serenità” in tema responsabilità da Covid.

L’elaborato si suddivide in due sezioni: una finalizzata a definire l’ambito di rischio per ciascuna attività, l’altra fornisce indicazioni generali sulle azioni preventive da attuare.

Sotto il primo profilo l’Istituto precisa che il rischio da contagio da Covid -19 in occasione di lavoro “può essere classificato secondo tre variabili:

Esposizione: la probabilità di venire in contatto con fonti di contagio nello svolgimento delle specifiche attività lavorative (es. settore sanitario, gestione dei rifiuti speciali, laboratori di ricerca, ecc.);

Prossimità: le caratteristiche intrinseche di svolgimento del lavoro che non permettono un sufficiente distanziamento sociale (es. specifici compiti in catene di montaggio) per parte del tempo di lavoro o per la quasi totalità;

Aggregazione: la tipologia di lavoro che prevede il contatto con altri soggetti oltre ai lavoratori dell’azienda (es. ristorazione, commercio al dettaglio, spettacolo, alberghiero, istruzione, ecc.)”.

Una volta attribuito un punteggio rispetto ai fattori esposizione e prossimità, ciascuna attività (identificata tramite codice ATECO) viene ricondotta ad una specifica classe di rischio (basso, medio basso, medio, medio alto e alto) dopo il bilanciamento con un fattore (da 1 a + 50%) che tiene conto della terza variabile, l’aggregazione.

Quanto alla seconda parte, avente ad oggetto le strategie di prevenzione e la gestione degli spazi di lavoro, si stabilisce che sulla base dell’approccio evidenziato relativo alla matrice di rischio si possono adottare “una serie di misure atte a prevenire/mitigare il rischio di contagio per i lavoratori”.

In particolare, c’è la necessità di adottare una serie di azioni che vadano ad integrare il documento di valutazione dei rischi (DVR) atte a prevenire il rischio di infezione Covid -19 nei luoghi di lavoro contribuendo, altresì, alla prevenzione della diffusione dell’epidemia.

Tali misure posso essere così classificate:

1. Misure organizzative:

a) Gestione degli spazi di lavoro

Gli spazi di lavoro dovranno essere rimodulati nell’ottica del distanziamento sociale compatibilmente con la natura dei processi produttivi.  (ad es. collegamenti a distanza, da preferire alle riunioni fisiche; ricavare spazi da uffici inutilizzati, sale riunioni; ovvero in caso di presenza di più lavoratori contemporaneamente l’introduzione di barriere separatorie viene consigliato l’utilizzo pannelli in plexiglass, mobilio, ecc.)

b) Organizzazione e orario di lavoro

Al fine anche di ridurre il contatto sociale nell’ambiente di lavoro potranno essere adottate soluzioni organizzative innovative che riguardano sia l’articolazione dell’orario di lavoro sia i processi produttivi, limitando anche la necessità di trasferte. (es. orari differiti all’entrata e all’uscita con la previsione di distinte porte a ciò dedicate e, per gli spazi comuni, ventilazione continua e turnazione nell’accesso)

2. Misure di prevenzione e protezione

In coerenza con i processi di valutazione e gestione del rischio disciplinati dal D.Lgs 81/08 e s.m.i., andranno adottate misure di carattere generale e specifico commisurate al rischio di esposizione a Covid -19 negli ambienti di lavoro privilegiando misure di prevenzione primaria.

In particolare, occorrerà:

  1. mettere in atto un’incisiva ed efficace attività di informazione e formazione, con particolare riferimento al complesso delle misure adottate cui il personale deve attenersi;

  2. attuare tutte le misure igieniche e di sanificazione degli ambienti già descritte nei documenti prodotti dal Ministero della Salute e dall’ISS;

  3. prevedere l’utilizzo di mascherine e dispositivi di protezione individuali (DPI) per le vie respiratorie.

  4. Implementare la sorveglianza sanitaria e tutela dei lavoratori fragili

Il medico competente va a rivestire un ruolo centrale soprattutto per l’identificazione dei soggetti suscettibili e per il reinserimento lavorativo di soggetti con pregressa infezione da Covid -19

3. Misure specifiche per la prevenzione dell’attivazione di focolai epidemici

Nella fase di transizione, va considerato il rischio di una riattivazione di focolai nei luoghi di lavoro, mettendo quindi in atto una serie di misure volte a contrastarli.

Pertanto, vanno rafforzate, in azienda, tutte le misure previste e richiamate dal Protocollo d’intesa del 14 marzo 2020 (es. procedura del controllo della temperatura corporea sui lavoratori prima dell’accesso al luogo di lavoro, procedura di gestione di un lavoratore che presenta sintomi mentre è al lavoro … )

CONSIDERAZIONI FINALI

Sebbene tale documento non abbia alcuna forza di legge appare evidente che le imprese, al fine di poter continuare a svolgere in sicurezza la loro attività, siano sempre più obbligate a rispettare pedissequamente quanto previsto dal documento allegato.

Ciò sia al fine sia salvaguardare la salute e sicurezza dei lavoratori arginando ove possibile il rischio di contagio sia per prevenire possibili richieste risarcitorie, responsabilità ed esiti di procedimenti ispettivi  in danno dell’azienda. 

È opportuno ribadire che in questo scenario, specie per la redazione e la verifica dei protocolli adottati dall’azienda, vanno coinvolte tutte le figure che, in ambito aziendale ruotano attorno alla sicurezza, dal medico competente al rspp, al rls e finanche alle oo.ss, contemperando così le diverse esigenze e mettendo a disposizione del benessere comune le rispettive professionalità, prerogative e competenze.

Un caro saluto.

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