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IN GAZZETTA UFFICIALE IL DL GREEN PASS, IN VIGORE DA OGGI CON UNA MODIFICA LAST MINUTE

News | 22 Settembre 2021 | Studio Legale MC

Dopo le tante bozze e anteprime di decreto a cui la pandemia ci ha abituati, il c.d. decreto GreenPass (il D.L. 21 settembre 2021 n. 127) è infine stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale ed è in vigore da oggi, con un’ultima modifica rilevante: è stato eliminato il passaggio con il quale, dopo aver previsto che il lavoratore privo di Green Pass debba considerarsi assente ingiustificato, precisava anche che “a decorrere dal quinto giorno di assenza, il rapporto di lavoro è sospeso fino alla presentazione della certificazione”, mentre una facoltà di sospensione è ancora prevista per le c.d. piccole imprese.

Produciamo quindi in allegato il testo definitivo, che entra in vigore oggi, 22 settembre.  Di seguito i principali aspetti, anticipando che lo Studio sta mettendo a punto per le aziende un kit per renderle immediatamente operative nell’esecuzione degli obblighi prescritti dalla legge, qui riassunta:

1. dal 15 ottobre e fino al 31 dicembre 2021, “termine di cessazione dello stato di emergenza” (si spera…), obbligo di GreenPass “per chiunque svolga una attività lavorativa nel privato, ai fini dell’accesso ai luoghi in cui la predetta attività è svolta”, anche sulla base di contratti esterni (e quindi non il solo dipendente);

  1. tale disposizione non si applica ai soli soggetti esenti dalla campagna vaccinale sulla base di certificazione medica rilasciata secondo i criteri previsti dal Ministero della Salute;
  2. al datore di lavoro corre l’obbligo di:
  3. a) verificare il possesso del Green Pass;
  4. b) entro il 15 ottobre 2021, definire le modalità operative per l’esercizio del controllo che può avvenire “anche a campione” e “prioritariamente, ove possibile, al momento dell’accesso ai luoghi di lavoro”;
  5. c) individuare con atto formale i soggetti incaricati al predetto controllo.

Da segnalarsi come le verifiche dovrebbero avvenire con le modalità indicate da un emanando dpcm.

Specularmente, chiunque svolga attività lavorativa nei luoghi delle aziende:

  1. se privo di GreenPass o se ne è sprovvisto all’accesso al lavoro, è considerato assente ingiustificato fino alla presentazione della certificazione e non oltre il 31.12.2021;
  2. non è sottoposto a sanzioni disciplinari e ha diritto alla conservazione del rapporto di lavoro;
  3. per i giorni di assenza ingiustificata (quelli in cui non è in possesso di Green Pass) “non sono dovuti né la retribuzione né altro compenso o emolumento”;
  4. nelle imprese con meno di 15 dipendenti, dopo il quinto giorno di assenza ingiustificata, il datore può sospendere il lavoratore per la durata corrispondente a quella del contratto di lavoro stipulato per la sostituzione, per un periodo non superiore a 10 giorni, rinnovabile una sola volta.

Piccola appendice su sanzioni e costo del tampone.
Sulle sanzioni: nel caso di violazione delle disposizioni introdotte con l’art. 9septies, co. 4 (controllo del datore sul possesso del Green Pass da parte dei lavoratori), o di mancata adozione delle misure organizzative per le verifiche (co. 5) e di effettivo accesso ai luoghi di lavoro dei lavoratori sprovvisti di Certificazione (co. 8), si applicano le sanzioni previste all’articolo 4, co. 1, 3, 5 e 9, del DL 25 marzo 2020 n. 19 convertito dalla Legge 22 maggio 2020 n. 35, con sanzioni da 400 a 1000 euro. Per il lavoratore che accede sul luogo di lavoro privo di Green Pass (co. 8), la sanzione è stabilita in euro da 600 a 1.500, ferme ulteriori conseguenze in tema di responsabilità disciplinare. I soggetti incaricati all’accertamento e alla contestazione delle violazioni trasmettono gli atti relativi alla violazione al Prefetto, che irroga le sanzioni del caso.

Sul costo del tampone: confermata l’applicazione del prezzo calmierato test  rapidi fino al 31 dicembre (15 euro per gli adulti, 8 euro dai 12 ai 18 anni); le farmacie, pena sanzioni notevoli che arrivano fino alla chiusura dell’attività per una durata non superiore a 5 giorni, sono tenute ad assicurarne la somministrazione secondo le modalità e i prezzi previsti dal protocollo d’intesa. L’applicazione calmierata dev’essere assicurata da tutte le strutture sanitarie convenzionate, autorizzate o accreditate con il Servizio Sanitario Nazionale. È inoltre prevista anche l’esecuzione gratuita dei test rapidi per i soggetti che non possono ricevere o completare la vaccinazione sulla base di idonea certificazione medica. Come formulate, queste disposizioni chiariscono definitivamente come il costo del tampone resti a carico del lavoratore non vaccinato (e non quindi del datore), anche ai fini dell’accesso al lavoro: il lavoratore accederà comunque ai prezzi calmierati o, sussistendone i requisiti, avrà diritto alla somministrazione gratuita.

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