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Importanti chiarimenti dall’Inps sull’impiego degli ammortizzatori sociali e dall’Inail sugli Infortuni Covid2019

Emergenza COVID | 14 Aprile 2020 | Studio Legale MC

Buon pomeriggio a tutti,

in allego in allegato trovate due interessanti interventi sia dell’Inps sia dell’Inail.

Il primo (Inps) comprende una serie piuttosto dettagliata di risposte a frequenti domande connesse all’operatività degli ammortizzatori sociali (ad es. il calcolo delle settimane, la continuità delle stesse, la successione di più domande, le interazione con altri istituti come malattia, ecc), tutte questioni di cui abbiamo già trattato nelle precedenti circolari ma che senz’altro hanno, in quest’intervento riepilogativo, il pregio di essere chiaramente e concisamente formulate e comunque esaustive.

Il secondo (Inail) chiarisce (non molto in realtà) la portata applicativa della circolare n. 13/2020 di cui già abbiamo parlato.

In relazione alla presunzione (semplice) relativa alla sussistenza dell’occasione di lavoro in contagi CoVid 2019 di cui sono rimaste vittime alcune categorie di lavoratori, chiarisce la natura esemplificativa dell’elencazione fatta nella circolare sopra ricordata ed espressamente include tra i soggetti a cui la medesima presunzione si applica le OS operanti nelle RSA.

Infine ribadisce, pur con qualche incertezza semantica, la centralità dell’esito del test su tampone ai fini  della qualificazione di contagio da CoVid 2019 rispetto al mero stato di diagnosi di sospetto clinico. Quest’ultimo tuttavia, a fronte dell’incertezza e della non definitività dell’esito del suddetto test, pur unitamente ad “una rilevazione strumentale suggestiva”   ed alla “compresenza di elementi anamnestico-circostanziali ed epidemiologici dirimenti”, può sostituire una “conferma diagnostica ai fini medico legali indennitari”.

Passaggio come si può intendere davvero ardito, laddove da un lato si afferma che l’esito del test costituisce condicio sine qua non dell’accesso alla tutela e dall’altro si apre la strada ad un estensione del perimetro di quest’ultima a tutti quei casi che, pur in assenza di un’acclarata positività, siano caratterizzati da un quadro diagnostico particolarmente significativo.

Differenza di non poco conto se si considera che alla qualificazione del contagio da CoVid 2019  come infortunio o malattia (in cui sicuramente ricadono tutte le patologie influenzali non oggetto di Test CoVid), può conseguire una responsabilità da danno biologico c.d. differenziale (“per differenza” rispetto alla tutela garantita dall’Istituto) in capo al datore di lavoro.

Insomma la poca chiarezza che ruota attorno all’impiego, alla natura, all’attendibilità, alla platea dei destinatari da sottoporre ai test Covid rischia di riverberarsi in maniera importante anche sulle dinamiche risarcitorie Inail/lavoratore/datore di lavoro.

Questo allo stato, pare essere quanto.

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