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GREEN PASS AL LAVORO E SUPER GREEN PASS: TUTTE LE NOVITA’

Emergenza COVIDNews | 26 Novembre 2021 | Studio Legale MC

Sono giorni densi di novità sul fronte del Green Pass: la Legge 165/2021 ha fatto chiarezza sull’obbligo di controllo della certificazione sul luogo di lavoro, mentre, nella giornata di ieri 24 novembre, il Consiglio dei Ministri ha approvato il Decreto-Legge sul c.d. super Green Pass, del quale si attende ora l’emanazione del Presidente della Repubblica e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Di seguito una sintesi delle principali novità.

 

  1. Il Green Pass sul luogo di lavoro

la Legge 19 novembre 2021 n. 165 converte il D.L. 21 settembre 2021, n. 127, (recante misure urgenti per lo svolgimento in sicurezza del lavoro pubblico e privato), e introduce importanti novità per il mondo delle imprese in ordine agli obblighi di verifica del GreenPass:

Queste le principali:

  1. Al fine di semplificare i controlli, i lavoratori possono richiedere di consegnare al proprio datore di lavoro copia del proprio GreenPass.
  2. Con la consegna del GreenPass, i lavoratori sono esonerati dai controlli sul possesso del medesimo per tutta la durata della validità. Specularmente, per i datori di lavoro, ricevuta copia del GreenPass, non è più necessario sottoporre a controlli i lavoratori fino alla scadenza della certificazione.
  3. Non sono sottoposti a sanzioni i lavoratori a cui il GreenPass scade “in corso di prestazione lavorativa”: è quindi sufficiente che i dipendenti siano dotati di GreenPass in corso di validità al momento del controllo e all’inizio dello svolgimento dell’attività lavorativa.
  4. Non solo: nel caso di sopravvenuta scadenza del Green Pass durante l’espletamento delle prestazioni lavorative, il lavoratore è autorizzato a proseguire il proprio lavoro fino a fine turno. Letteralmente, la legge dispone: “la permanenza del lavoratore sul luogo di lavoro è consentita esclusivamente per il tempo necessario a portare a termine il turno di lavoro”.
  5. Novità anche per il lavoro somministrato: i controlli sul rispetto delle regole in materia di GreenPass vengono formalmente (e finalmente) assegnati al solo utilizzatore, mentre al somministratore residuano obblighi informativi sulla normativa in vigore.
  6. Anche qui, letteralmente, la legge dispone: “per i lavoratori in somministrazione, la verifica del rispetto delle prescrizioni di cui al comma 1 (ndr: dell’art. 9 septies del DL 52/202, e quindi sull’obbligo per i lavoratori di “possedere ed esibire” il Green Pass) compete all’utilizzatore; è onere del somministratore informare i lavoratori circa la sussistenza delle predette prescrizioni”.
  7. Infine, è stato introdotto l’art. 4bis, che consente a tutti i datori, pubblici e privati, “al fine di garantire il più elevato livello di copertura vaccinale”, di “promuovere campagne di informazione    e sensibilizzazione   sulla   necessità e sull’importanza    della vaccinazione” contro il Covid-19.
  1. Il “Super Green Pass”

Il decreto approvato il 24 novembre dal Consiglio dei Ministri introduce invece il Super GreenPass: in vigore dal 6 dicembre al 15 gennaio, è una certificazione che potrà essere conseguita soltanto da coloro che si sono vaccinati o che sono guariti dal Covid.

Dal 6 dicembre, pertanto, vi sarà un ulteriore discrimine per l’accesso ai luoghi pubblici e privati:

  • per andare al lavoro o per gli spostamenti a lunga percorrenza continuerà ad essere sufficiente il GreenPass ordinario (conseguibile anche sottoponendosi a tampone);
  • per le attività ricreative (ristoranti, cinema, stadi, teatri, musei, etc.) saranno accessibili solo a chi è in possesso del Super GreenPass: occorrerà quindi dimostrare di essere vaccinati o guariti dal Covid;
  • resta obbligatorio il solo Green Pass ordinario per alberghi, spogliatoi per l’attività sportiva, trasporto ferroviario regionale e trasporto pubblico locale (tram, bus e metropolitane).

Inoltre:

  • l’art. 2 del decreto estende, dal 15 dicembre 2021, l’obbligo vaccinale anche al “personale della scuola, del comparto della difesa, sicurezza e soccorso pubblico” e quindi per insegnanti e forze di polizia; l’obbligo resta confermato (ed esteso fino alla terza dose) per gli esercenti le professioni sanitarie e per gli operatori di interesse sanitario.

Nei casi in cui non risulti l’effettuazione della vaccinazione contro il Covid-19 o che sia stata presentata la richiesta di vaccinazione, i lavoratori impiegati nei citati comparti devono produrre, entro cinque giorni dalla ricezione dell’invito, la documentazione comprovante l’effettuazione della vaccinazione o il differimento o l’esenzione della stessa.

L’inosservanza dell’obbligo vaccinale determina l’immediata sospensione dal diritto di svolgere l’attività lavorativa, senza conseguenze disciplinari e con diritto alla conservazione del rapporto di lavoro.

Per il periodo di sospensione non sono dovuti la retribuzione né altro compenso o emolumento, comunque denominati.

  • Per quanto concerne gli esercenti le professioni sanitarie, l’obbligo di verificare il possesso della certificazione è demandato agli Ordini territoriali; in assenza di certificazione, l’Ordine competente è tenuto a comunicare il mancato possesso della certificazione alle Federazioni nazionali competenti e al datore di lavoro.

L’Ordine territoriale, accertato l’inadempimento dell’obbligo vaccinale, dispone poi l’immediata sospensione dall’esercizio delle professioni sanitarie, che verrà annotata nel relativo Albo professionale.

La sospensione è efficace fino alla comunicazione da parte dell’interessato all’Ordine territoriale competente e, per il personale che abbia un rapporto di lavoro dipendente anche al datore di lavoro, del completamento del ciclo vaccinale primario e, per i professionisti che hanno completato il ciclo vaccinale primario, della somministrazione della dose di richiamo e comunque non oltre il termine di sei mesi dalla entrata in vigore del presente decreto.

Anche in questo caso, il decreto prevede che per il periodo di sospensione non sono dovuti la retribuzione né altro compenso o emolumento, comunque denominato.

Infine, è stata ridotta la durata del Green Pass, come da tempo si vociferava: la certificazione non sarà più efficace per 12 mesi, ma soltanto per 9 mesi a partire dal completamento del ciclo vaccinale primario o, nel caso di somministrazione della “dose di richiamo” (seconda o terza dose), 9 mesi dalla medesima somministrazione.

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