Al momento stai visualizzando DECRETO FISCALE, LE NOVITA’ SUL LAVORO

DECRETO FISCALE, LE NOVITA’ SUL LAVORO

News | 25 Ottobre 2021 | Studio Legale MC

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto-Legge 21/10/2021 n. 146 (c.d. “Decreto Fiscale”). In vigore da venerdì 22 ottobre 2021, presenta riflessi importanti anche in materia di lavoro. Di seguito indichiamo le principali novità.

A. Blocco dei licenziamenti per le imprese FIS – CIGd, ma solo se fanno ricorso agli ammortizzatori

  1. Ancora un blocco licenziamenti per imprese area FIS – CIG in deroga, ma solo per le aziende che ricorrano agli ammortizzatori: i datori di lavoro che sospendono o riducono l’attività lavorativa per eventi riconducibiliall’emergenza epidemiologica da COVID-19 possono presentare domanda di assegno ordinario del FIS e di CIG in deroga per una durata massima di 13 settimane nel periodo tra il 01/10/2021 e il 31/12/2021.

Soltanto per le aziende che ricorrono a questi ammortizzatori, il blocco dei licenziamenti prosegue per la sola durata della fruizione del trattamento di integrazione salariale; per le altre, il blocco termina il 31 ottobre.

Le 13 settimane, inoltre, sono riconosciute ai soli datori di lavoro ai quali sia già stato interamente autorizzato il precedente periodo di 28 settimane.

  1. Ancora un blocco licenziamenti condizionato alla fruizione della CIGO per le aziende operative nei settori dell’industria tessile e conciatura (codici Ateco 13, 14 e 15) che presentino domanda CIGO per eventi riconducibili all’emergenza COVID-19. L’ammortizzatore può durare per 9 settimane, nel periodo 01/10/202131/12/2021; tale periodo è riconosciuto solo decorso il precedente periodo autorizzato.

Le domande di accesso ai trattamenti vanno inoltrate all’INPS, a pena di decadenza, entro la fine del mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di sospensione o di riduzione dell’attività lavorativa. In fase di prima applicazione, il termine di decadenza è fissato entro la fine del mese successivo a quello di entrata in vigore del Decreto-Legge (quindi, entro la fine di novembre 2021).

Il blocco dei licenziamenti:

  • dal punto di vista soggettivo è limitato alle aziende che presentano domanda per i nuovi ammortizzatori;
  • dal punto di vista oggettivo, sono inibite: le procedure di licenziamento individuale o collettivo e il licenziamento per motivi oggettivi (eccezioni: personale interessato da cambio di appalto con riassunzione, cessazione definitiva dell’attività dell’impresa in cui non vi sia alcuna cessione di complesso di beni o attività che possano essere configurate come trasferimento d’azienda o di ramo; accordo collettivo aziendale di incentivo alla risoluzione del rapporto; fallimento senza esercizio provvisorio dell’impresa);
  • per tutta la durata della fruizione del trattamento di integrazione salariale.

B. Nuovi congedi Covid-19

Al lavoratore dipendente, genitore di figlio convivente minore di anni 14 o con disabilità in situazione di gravità accertata (a prescindere dall’età dello stesso) è riconosciuta la facoltà di astenersi dal lavoro, alternativamente all’altro genitore, per un periodo corrispondente in tutto o in parte alla durata:

  1. della sospensione dell’attività didattica o educativa in presenza del figlio (DAD), nonché della chiusura dei centri diurni a carattere assistenziale frequentati dai figli disabili;
  2. dell’infezioneda SARS-CoV-2 del figlio;
  3. della quarantenadel figlio disposta dall’ASL.

Il congedo può essere fruito in forma giornaliera o oraria ed è collegato ad un’indennità pari al 50% della retribuzione, con copertura da contribuzione figurativa.

I periodi di congedo parentale già fruiti dai genitori a decorrere dall’inizio dell’anno scolastico 2021/2022 ai sensi di legge (D.Lgs. 151/2001) possono, su domanda, essere convertiti in congedo Covid-19.

In caso di figli di età compresa fra 14 e 16 anni, al ricorrere delle ipotesi sopra indicate, uno dei genitori, alternativamente all’altro, ha il diritto di astenersi dal lavoro. In questo caso non è corrisposta retribuzione o indennità, né riconoscimento di contribuzione figurativa: permane però il divieto di licenziamento e diritto alla conservazione del posto di lavoro.

Per i giorni in cui un genitore fruisce del congedo oppure non svolge alcuna attività lavorativa o è sospeso dal lavoro, l’altro genitore non può fruire del medesimo congedo, salvo che sia genitore anche di altri figli minori di anni quattordici avuti da altri soggetti che non stiano fruendo di alcuna delle stesse misure.

C. Indennità di malattia per quarantena

Dal 31 gennaio 2020 fino al 31 dicembre 2021, i datori di lavoro del settore privato iscritti alle gestioni INPS, con esclusione dei datori di lavoro domestico, hanno diritto a un rimborso forfettario per gli oneri sostenuti relativi ai propri lavoratori dipendenti non aventi diritto all’indennità a carico dell’Istituto.

Il rimborso una tantum è previsto solo nei casi in cui la prestazione lavorativa, durante l’evento, non possa essere svolta in modalità agile.

Il rimborso erogato dall’INPS è pari a € 600,00 per lavoratore, previa presentazione da parte del datore di lavoro di apposita domanda

L’INPS procede al monitoraggio dei limiti di spesa prefissati sulla base delle domande ricevute: qualora venga raggiunto il limite, non procederà ad ulteriori rimborsi.

D. Modifiche al decreto legislativo 81/2008.

Al Capo III, art. 13, il decreto legge norma le “Disposizioni in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro”, con modifiche al Decreto legislativo 81/2008 (Testo unico sulla salute e sicurezza sul lavoro). In particolare, le modifiche riguardano sia l’attività di vigilanza in materia di salute e sicurezza su lavoro sia il coordinamento dei soggetti competenti a presidiare il rispetto delle norme prevenzionistiche.

Infatti, tra le misure si segnala il nuovo coordinamento di INL e Asl dell’attività di vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro svolta a livello provinciale.

Inoltre, è stato stabilito che gli introiti derivanti dall’adozione delle sanzioni emanate dal personale dell’Ispettorato in materia prevenzionistica – analogamente a quanto già avviene per le sanzioni adottate dal personale ispettivo delle Asl – vadano a integrare un apposito capitolo dell’INL stesso, finalizzato a finanziare l’attività di prevenzione nei luoghi di lavoro.

Per quanto attiene alle modifiche del Decreto legislativo 81/2008 preme segnalare che sono state modificate le condizioni (alternative) necessarie per l’adozione del provvedimento cautelare della sospensione dell’attività imprenditoriale interessata dalle violazioni:

– modifica della percentuale al 10% (in precedenza al 20%) del personale “in nero” presente sul luogo di lavoro;

– l’individuazione degli illeciti in materia di salute e sicurezza da considerarsi gravi.

In particolare, per questo tipo di illeciti (gravi) sui luoghi di lavoro non sarà più richiesta alcuna “recidiva” ai fini della adozione del provvedimento che, pertanto, scatterà subito a fronte di gravi violazioni prevenzionistiche individuate con decreto ministeriale e, nelle more della sua adozione, individuate dalla tabella contenuta nell’Allegato I al D.lgs. n. 81/2008. A titolo esemplificativo si pensi alla mancata elaborazione del DVR, mancata elaborazione del Piano Emergenze ed evacuazione, mancata costituzione del servizio di protezione e prevenzione nonché nomina del relativo Responsabile, omessa vigilanza in ordine alla rimozione o modifica dei dispositivi di sicurezza o di segnalazione o di controllo. 

La nuova disciplina del provvedimento cautelare prevede altresì l’impossibilità, per l’impresa destinataria del provvedimento, di contrattare con la pubblica amministrazione per tutto il periodo di sospensione.

Riguardo alla violazione delle norme sicurezza si va poi verso un inasprimento delle sanzioni.

Infatti, nel caso in cui vengano accertate gravi violazioni in materia di tutela della salute e della sicurezza del lavoro, è prevista, come già anticipato, “la sospensione dell’attività, anche senza la necessità di una reiterazione degli illeciti. Per poter riprendere l’attività produttiva è necessario non soltanto il ripristino delle regolari condizioni di lavoro, ma anche il pagamento di una somma aggiuntiva di importo variabile a seconda delle fattispecie di violazione. L’importo è raddoppiato se, nei cinque anni precedenti, la stessa impresa ha già avuto un provvedimento di sospensione”.

Download materiali