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D.L. Trasparenza, i chiarimenti della circolare n. 19/2022 del Ministero del Lavoro

News | 26 Settembre 2022 | Studio Legale MC

Il Ministero Del Lavoro torna sul Decreto Trasparenza con la circolare n. 19/2022 fornendo chiarimenti parzialmente difformi a quelli contenuti nella circolare n. 4/2022, assunta d’intesa con l’INL.

In primis, in tema obbligo informativo, il Ministero sottolinea che lo stesso “non è assolto con l’astratto richiamo delle norme di legge che regolano gli istituti oggetto dell’informativa, bensì attraverso la comunicazione di come [gli] istituti, nel concreto, si atteggiano, nei limiti consentiti dalla legge, nel rapporto tra le parti, anche attraverso il richiamo della contrattazione collettiva applicabile al contratto di lavoro”. Non sembra, quindi, più possibile limitarsi a richiamare la contrattazione collettiva, ma occorrerà “calare” la stessa nel rapporto lavorativo, rappresentando chiaramente come gli istituti oggetto di informativa si declinano nel caso concreto.

Il Ministero si sofferma, poi, sul contenuto dell’informativa:

  1. In tema di Congedi, il Ministero specifica che rilevano esclusivamente i congedi retribuiti, per cui non vi è obbligo di comunicazione di quelli per cui non è prevista la corresponsione della retribuzione. In aggiunta, il Ministero ritiene che l’obbligo di informazione riguardi solo quelle astensioni dal lavoro espressamente qualificate dal legislatore come “congedo”.
  2. In tema di retribuzione, rilevano tutte le componenti di cui sia oggettivamente possibile la determinazione al momento dell’assunzione, secondo la disciplina di legge e di contratto collettivo.
  3. In tema di Orario di lavoro programmato, le informazioni riguardano la concreta articolazione dell’orario di lavoro applicata al dipendente, sulle condizioni dei cambiamenti di turno, sulle modalità e sui limiti di espletamento del lavoro straordinario e sulla relativa retribuzione. Le successive modifiche all’orario saranno oggetto di informativa solo laddove le stesse incidano in maniera strutturale sull’orario di lavoro o per un arco temporale significativo.
  4. In tema di previdenza e assistenza, il Ministero chiarisce che le informazioni riguarderanno le specificità della contrattazione collettiva applicabile al rapporto. Occorrerà, quindi, rappresentare, ad es. la possibilità di aderire a fondi di previdenza integrativa aziendali o settoriali.
  5. In tema di sistemi decisionali o di monitoraggio automatizzati, il Ministero chiarisce che: A. in relazione a quelli finalizzati a realizzare un procedimento decisionale in grado di incidere sul rapporto di lavoro, l’obbligo di informativa sussiste nelle seguenti ipotesi: assunzione o conferimento dell’incarico tramite l’utilizzo di chatbots durante il colloquio, la profilazione automatizzata dei candidati, lo screening dei curricula, l’utilizzo di software per il riconoscimento emotivo e test psicoattitudinali, ecc.; 2. gestione o cessazione del rapporto di lavoro con assegnazione o revoca automatizzata di compiti, mansioni o turni, definizione dell’orario di lavoro, analisi di produttività, determinazione della retribuzione, promozioni, etc., attraverso analisi statistiche, strumenti di data analytics o machine learning, rete neurali, deep-learning, ecc. B. rispetto a quelli incidenti sulla sorveglianza, la valutazione, le prestazioni e l’adempimento delle obbligazioni contrattuali dei lavoratori, il datore di lavoro è tenuto ad informare il lavoratore qualora sia previsto l’utilizzo da parte dello stesso di sistemi quali, in via esemplificativa, tablet, dispositivi digitali e wearables, gps e geolocalizzatori, sistemi per il riconoscimento facciale, sistemi di rating e ranking, etc.

Da ultimo, il Ministero ribadisce la possibilità di assolvere l’obbligo informativo ricorrendo alla modalità informatica.

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