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COVID 2019 – decreto legge 17 marzo 2020 Cura Italia – orario di lavoro, permessi, congedi, malattia

Emergenza COVID | 18 Marzo 2020 | Studio Legale MC

Buongiorno a tutti,

di seguito le misure previste dal Decreto Cura Italia in relazione a congedi parentali, permessi, orario di lavoro e malattia.

Congedo speciale per i lavoratori dipendenti del settore pubblico e privato genitori di figli minori di 12 anni

In ragione della sospensione dei servizi educativi per l’infanzia e delle attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado, il Decreto Cura Italia è intervenuto al fine di riconoscere ai genitori, anche affidatari, un congedo specifico distinto e ulteriore rispetto agli ordinari congedi parentali spettanti nei primi dodici anni di vita del figlio ai sensi della D.Lgs. 26.03.2001 n. 151. Nel dettaglio, il beneficio di cui all’art. 23 prevede che, a decorrere dal 5 marzo 2020, i lavoratori in questione possano astenersi legittimamente dal lavoro per un massimo di 15 giorni, continuativi o frazionati, con indennità pari al 50% della retribuzione e contribuzione figurativa.

La fruizione del congedo in parola, riconosciuta alternativamente ad entrambi i genitori, è subordinata alla condizione che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa o altro genitore disoccupato o non lavoratore.

Il limite di età non si applica con riferimento ai figli portatori di handicap grave.

Le modalità di richiesta sono quelle

Per i lavoratori del settore privato, è ammessa, in alternativa al congedo speciale, la possibilità di optare per la corresponsione di un bonus per l’acquisto di servizi di baby-sitting nel limite massimo complessivo di euro 600 (euro 1000 per i lavoratori dipendenti del settore sanitario, pubblico e privato accreditato, appartenenti alla categoria dei medici, degli infermieri, dei tecnici di laboratorio biomedico, dei tecnici di radiologia medica e degli operatori sociosanitari) erogato mediante il libretto famiglia di cui al D.Lgs. n. 50/2017, da utilizzare per prestazioni effettuate nel periodo di sospensione dei servizi educativi per l’infanzia e delle attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado.

Co.co.co e lavoratori autonomi

I genitori di figli di età non superiore ai 12 anni lavoratori iscritti in via esclusiva alla Gestione separata hanno diritto a fruire, per il periodo di sospensione dei servizi educativi per l’infanzia e delle attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado, di una sorta di congedo di 15 giorni per il quale è riconosciuta un’indennità, per ciascuna giornata indennizzabile, pari al 50% di 1/365 del reddito individuato secondo la base di calcolo utilizzata ai fini della determinazione dell’indennità di maternità.

La medesima indennità è estesa ai genitori lavoratori autonomi iscritti all’INPS ed è commisurata, per ciascuna giornata indennizzabile, al 50 per cento della retribuzione convenzionale giornaliera stabilita annualmente dalla legge, a seconda della tipologia di lavoro autonomo svolto

Lavoratori dipendenti del settore pubblico e privato con figli di età compresa tra i 12 e i 16 anni

Il comma 6 dell’art. 23 attribuisce ai genitori, anche affidatari, lavoratori dipendenti del settore pubblico e privato con figli minori di età compresa tra i 12 e i 16 anni hanno, il diritto di astenersi dal lavoro per il periodo di sospensione dei servizi educativi per l’infanzia e delle attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado, senza corresponsione di indennità né riconoscimento di contribuzione figurativa, con divieto di licenziamento e diritto alla conservazione del posto di lavoro, sempre a condizione che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa o che non vi sia genitore non lavoratore.

Estensione dei permessi ex art. 33, Legge 104/1992

L’art. 24 del Decreto Cura Italia dispone l’incremento di 12 giornate ulteriori rispetto alle 3 già spettanti per i beneficiari di permessi di cui all’art. 33 della Legge 104/1992. Tale incremento è previsto per ciascuno dei mesi di marzo e aprile 2020 per un totale complessivo di giorni 24.

Equiparazione a malattia del periodo trascorso dai dipendenti del settore privato (per il settore pubblico l’equiparazione era già stata inserita nel DL del 9 marzo 2020) in quarantena con sorveglianza attiva o in permanenza domiciliare fiduciaria

Ai fini del trattamento economico previsto dalla normativa di riferimento, l’art. 26 del Decreto in commento equipara il periodo di trascorso dai dipendenti del settore privato in quarantena con per sorveglianza attiva o in permanenza domiciliare fiduciaria all’assenza per malattia.

Per i succitati periodi sarà necessario produrre certificato di malattia la cui redazione spetta al medico curante nelle consuete modalità telematiche, senza necessità di alcun provvedimento da parte dell’operatore di sanità pubblica.

La norma in esame fa salva la validità dei certificati di malattia trasmessi, prima dell’entrata in vigore dl Decreto Cura Italia, anche in assenza gli estremi del provvedimento che ha dato origine alla quarantena con sorveglianza attiva o alla permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva.

Per quanto attiene agli oneri normalmente a carico del datore di lavoro, che presentano domanda all’ente previdenziale, e degli Istituti previdenziali connessi alle tutele previste dall’art. 26, essi sono posti, in deroga alle disposizioni vigenti, a carico dello Stato nel limite massimo di spesa di 130 milioni di euro per l’anno 2020.

Le giornate di malattia da Coronavirus non sono computabili ai fini del periodo di comporto.

Art. 42 – disposizioni INAIL applicabili ai datori di lavoro pubblici e privati.

I casi accertati di infezione da coronavirus (SARS- CoV-2) contratta in occasione di lavoro sono considerati infortunio sul lavoro con conseguente applicazione della tutela di legge. Le prestazioni INAIL nei casi accertati di infezioni da coronavirus in occasione di lavoro sono erogate anche per il periodo di quarantena o di permanenza domiciliare fiduciaria dell’infortunato con la conseguente astensione dal lavoro.

I predetti eventi infortunistici gravano sulla gestione assicurativa e non sono computati ai fini della determinazione dell’oscillazione del tasso medio per andamento infortunistico di cui agli articoli 19 e seguenti del Decreto Interministeriale 27 febbraio 2019.

Lavoro agile

L’art. 39 del Decreto Cura Italia stabilisce il diritto per i lavoratori dipendenti con handicap con connotazione di gravità o che abbiano nel proprio nucleo familiare una persona con disabilità grave a svolgere la prestazione di lavoro in modalità agile.

È prevista altresì una priorità di accoglimento delle istanze di svolgimento delle prestazioni lavorative in modalità presentate dai lavoratori affetti da gravi e comprovate patologie con ridotta capacità lavorativa.

Seguiranno ulteriori aggiornamenti.

Di seguito alcune brevi precisazioni rispetto ai congedi speciali.

Rispetto alle modalità di richiesta dei congedi speciali si precisa che le stesse non dovrebbero essere dissimili da quelle stabilite per i congedi parentali ex D.Lgs. 151/2001. Si attendono, ad ogni buon conto, indicazioni più puntuali da parte dell’INPS.

Si consiglia comunque di essere flessibili rispetto alle richieste avanzate dai lavoratori e di tenere a mente il fatto che gli eventuali giorni di congedo parentale ordinario fruiti dai genitori a decorrere dal 5 marzo 2020 sono convertiti, per espressa previsione del Decreto in esame, nel congedo speciale con diritto all’indennità e non computati né indennizzati a titolo di congedo parentale.

Per quanto attiene, invece, all’estensione temporale del congedo non retribuito riconosciuto ai genitori di figli di età compresa tra i 12 e i 16 anni, non è al momento chiaro se il comma 6, nel fare salvo quanto previsto nei commi da 1 a 5, intenda richiamare il limite di 15 giorni colà previsto. Sul punto seguirà aggiornamento a seguito della lettura della relazione tecnica che si auspica possa chiarire la questione.

Si rimane a disposizione