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COVID 2019 – decreto legge 17 marzo 2020 Cura Italia- misure anticrisi – Ammortizzatori sociali

Emergenza COVID | 18 Marzo 2020 | Studio Legale MC

Buongiorno a tutti,

finalmente le misure economiche sono state ufficialmente varate dal Governo con il DL firmato nella notte dal Presidente della Repubblica e pubblicato in gazzetta ufficiale (il testo definitivo del decreto in allegato).

Quanto agli ammortizzatori sociali in sintesi la situazione è questa, con la precisazione che sostanzialmente non cambia nulla rispetto agli strumenti che già conosciamo, le cui procedure sono state semplificare e che la cassa in deroga opererà solo in via residuale per chi non ha ordinariamente accesso ad altri ammortizzatori, la stragrande maggioranza delle imprese quindi fruiranno della cigo, del fis o della cigs cin causale eventi imprevisto improvviso, estraneo alla realtà aziendale

Imprese che non hanno normalmente diritto ad ammortizzatori sociali (art. 23) (sotto i 5 dipendenti, o sopra i 5 che non hanno diritto al FIS o non corrispondono il relativo contributo): per tutti questi è stata prevista, su base regionale (bisognerà quindi attendere che le Regioni emanino i provvedimenti attuativi), la cassa integrazione in deroga; è richiesta una procedura di consultazione sindacale che naturalmente avverrà attraverso mezzi di comunicazione a distanza. Basterà richiamare la causale COVID 19 nella predisposizione della domanda che potrà essere inoltrata dal consulente del lavoro secondo le modalità ordinarie. Le provvidenze di questa tipologia di ammortizzatore, così come per le altre che di seguito analizzeremo, saranno retroattive sin dal momento in cui inizio delle sospensioni dal lavoro causate dall’emergenza COVID. La durata dell’ammortizzatore è fissata in 9 settimane. Non è prevista alcuna anzianità contributiva minima, la misura è diretta a tutti i lavoratori in forza alla data del .

La domanda, in ogni caso, deve essere presentata entro la fine del quarto mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di sospensione o di riduzione dell’attività lavorativa e non è soggetta alla verifica dei requisiti di cui all’art. 11 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148.

Per i datori di lavoro con meno di 5 dipendenti non è prevista alcuna procedura di consultazione sindacale.

Imprese che hanno ordinariamente diritto alla cassa integrazione ordinaria e/o al fondo di integrazione salariale (art. 19) (impresa dai 5 ai 50 dipendenti, imprese in quasi tutti i settori tranne che nel terziario, tranne società cooperative): tali imprese potranno accedere per un periodo di 9 settimane a questi ammortizzatori mediante l’invio della sola domanda secondo le normali modalità operative, anche in questo caso con la causale COVID 19. E’ prevista una procedura sindacale semplificata per la consultazione e l’esame congiunto che dovranno essere svolti anche in via telematica entro i tre giorni successivi a quello della richiesta.

Le 9 settimane non entreranno nel contatore delle 52 settimane relativo al biennio mobile. E’ previsto il pagamento diretto da parte dell’Inps, senza particolari formalità. Non è prevista alcuna anzianità contributiva minima, la misura è diretta a tutti i lavoratori in forza alla data del 23 febbraio 2020.

La domanda, in ogni caso, deve essere presentata entro la fine del quarto mese successivo a quello in cui ha avuto inizio il periodo di sospensione o di riduzione dell’attività lavorativa e non è soggetta alla verifica dei requisiti di cui all’art. 11 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148.

Imprese che non hanno cigo, fis, ma che hanno ordinariamente accesso alla cassa integrazione straordinaria (ed al contratto di solidarietà) ( art. 20/21) (quelle non previste nei precedenti paragrafi), queste imprese se andranno incontro a sospensioni/riduzioni di orario a causa dell’emergenza COVID, dovranno fare ricorso alla cassa integrazione straordinaria (ed al contratto di solidarietà) secondo le normali procedure (consultazione sindacale ed esame congiunto per la cigs, accordo sindacale per il contratto di solidarietà).

Le imprese che invece hanno già in corso una cigs e/o un contratto di solidarietà per 9 settimane godranno dell’ammortizzatore ordinario in sostituzione dello straordinario in funzione dell’emergenza COVID 2019 per un periodo di 9 settimane, pertanto questo periodo non sarà computato nel calcolo del periodo massimo di 24 mesi nel quinquennio mobile.

Questa è senz’altro la parte che ad una prima della lettura rimane senz’altro più oscura.

Le imprese che non hanno attualmente in corso una cigs o un contratto di solidarietà, a rigore sarebbero escluse dall’applicazione del decreto legge e dovrebbero ricorrere, qualora ne avessero bisogno, all’ammortizzatore straordinario della cigs con la causale crisi dovuto ad evento estraneo alla normale attività aziendale.

Questo perché l’inciso dell’art. 22 sulla cassa in deroga “ imprese … per i quali non trovino applicazione le tutele previste dalle vigenti disposizioni in materia di sospensione o riduzione di orario,” sembrerebbe appunto tagliarle fuori dalla possibilità di ricorrere all’ammortizzatore in deroga.

Tali aziende risulterebbero notevolmente penalizzate in quanto per loro non opererebbero le disposizioni relative alla semplificazione della procedura, all’anzianità contributiva minima, alla retroattività, alla neutralità del relativo periodo rispetto al contatore del biennio nel quinquennio mobile.

Peraltro ulteriore poco concepibile differenziazione ci sarebbe tra le imprese che hanno già in corso una cigs alla data del 23 febbraio e quelle che non ce l’hanno, le prime infatti possono sulla base dell’appena citato art. 21 (e 22 per la solidarietà) chiedere per 9 settimane la conversione in cigo/fis, le seconde invece dovrebbero, come detto affrontare la procedura ordinaria.

Si auspica sul punto un intervento chiarificatore del legislatore oppure l’instaurarsi di eventuali prassi o interpretazioni che diano coerenza a quanto apparentemente coerenza non ha.

Siamo naturalmente al lavoro per cercare di acquisire ulteriori informazioni e/o pareri che possano aiutare a fare luce su questo aspetto.

Si consiglia nel frattempo di prendere comunque visione della guida agli ammortizzatori sociali in allegato e/o in caso si necessiti di attivare ciascuna delle procedure di mettersi in contatto con lo Studio e/o con il Vostro consulente del lavoro.

Una disposizione invero molto peculiare è quella di cui all’art. 45 rubricata sospensione delle procedure di impugnazione dei licenziamento. Contrariamente a quanto fa pensare il titolo della rubrica, l’articolo anziché sospendere le procedure di impugnazione, sospende la procedure di licenziamento, tout court, siano essere collettive ex l. 223/1991 o individuali per gmo ex art. l. 604/1966, per 60 giorni a decorrere dal 23 febbraio.

La norma opera per tutte le imprese indipendentemente dal numero di dipendenti occupato.

I risvolti pratici sono alquanto preoccupanti, scaricando sostanzialmente sul datore di lavoro il costo e l’onere della posizione lavorativa che risulti in esubero per ragioni magari anche non legate all’emergenza COVID. Si pensi poi anche ai licenziamenti per inidoneità sopravvenuta che appartengono concettualmente e dogmaticamente a questa categoria ovvero alla non infrequente situazione dei lavoratori che rifiutino il passaggio di appalto alla dipdendenze del nuovo appaltatore e che non siano più impiegabili dal datore di lavoro subentrato.

Anche per questo motivo, rimandiamo tutti quanti ad un nuovo webinar che molto probabilmente si terrà nella giornata di domani, anche al fine di poter rimanere oggi vicino a quei clienti che ci richiedano la consulenza per l’attivazione delle procedure sopra indicate nonché, come detto, per acquisire nuove info da parte istituzionale e sindacale.

Questo in prima analisi, seguiranno aggiornamenti.

Si rimane a disposizione.

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