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COVID – 19 Fondo Nuove Competenze, l’ammortizzatore sociale illuminato, flessibilità oraria e incremento formativo

Emergenza COVID | 10 Novembre 2020 | Studio Legale MC

Carissimi,

poche parole perché immagino siamo tutti impegnatissimi a cercare di raccapezzarci tra numeri e colori, ma il fondo nuovo competenze, istituto introdotto dall’art. 88, comma 1, del d.l. 34/2020 (dl rilancio) e sul qual già ci siamo soffermati in passato, merita secondo me un approfondimento, magari in pausa caffè.

Perché proprio adesso? Perché dopo il decreto attuativo interministeriale+ (in allegato) pubblicato ad ottobre, in questi giorni sul sito dell’ANPAL (Agenzia Nazionale Politiche Attive del Lavoro https://www.anpal.gov.it/avviso-fondo-nuove-competenze) ossia dell’autorità a cui è stata demandata la valutazione e la gestione del “fondo”, è stato pubblicato “l’avviso pubblico fondo nuove competenze” (in allegato) che fornisce tutti i chiarimenti operativi necessari alla presentazione della domanda.

Si tratta infatti di uno strumento senz’altro utile alle imprese per affrontare i contraccolpi della famigerata seconda ondata della pandemia da Covid 19.

L’istituto serve infatti primariamente a dare flessibilità oraria alle imprese, a ridurre i costi del personale e ad avviare programmi formativi utili per affrontare il freddo inverno ormai alle porte. Si tratta infatti di una riduzione concordata dell’orario di lavoro, fino a un massimo di 250 ore per lavoratore in un periodo di 90 o 120 gg, da destinare ad attività formative, anche interne all’impresa (ove ne possegga i requisiti).

Bello vero? E cosa serve per attuarlo?

Innanzitutto, strumento che abbiamo ormai compreso essere indefettibile per fronteggiare con coesione e condivisione i risvolti produttivi dell’emergenza sanitaria, occorrerà un accordo sindacale sottoscritto con le rappresentanze sindacali aziendali o territoriali maggiormente rappresentative entro il 31.12.2020 (i percorsi formativi potranno iniziare anche dopo tale data, ma dovranno comunque esaurirsi entro 90 o 120 gg dalla data di accoglimento da parte dell’Anpal della domanda di contributo).

Questo accordo dovrà poi contenere:

  • l’indicazione dei progetti formativi;

  • il numero dei lavoratori coinvolti;

  • il numero di ore di lavoro da destinare a percorsi di sviluppo delle competenze (nel limite delle predette 250ore/lavoratore) nonché, nei casi di erogazione della formazione da parte dell’impresa, la dimostrazione del possesso dei requisiti tecnici, fisici e professionali di capacità formativa;

  • l’illustrazione dei fabbisogni del datore di lavoro in termini di nuove e maggiori competenze, in ragione dell’introduzione di innovazioni organizzative, tecnologiche, di processo di prodotto o servizi in risposta alle mutate esigenze produttive dell’impresa, e del relativo adeguamento necessario per qualificare e riqualificare il lavoratore in relazione ai fabbisogni individuati.

L’accordo potrà prevedere anche lo sviluppo di competenze finalizzate ad incrementare l’occupabilità del lavoratore, anche al fine di promuovere processi di mobilità e ricollocazione in altre realtà lavorative.

L’istanza può essere per singola azienda o cumulativa. Come previsto, infatti, rispettivamente dall’art. 4 (Accesso al Fondo) e dall’art. 8 (Fondi Paritetici Interprofessionali e Fondo per la formazione e il sostegno al reddito dei lavoratori) del Decreto di attuazione: ! nel caso di gruppi societari, l’istanza può essere presentata dalla capogruppo anche per conto delle società controllate; nel caso in cui le imprese accedano al FNC per il tramite di avvisi su conto sistema di un Fondo Paritetico Interprofessionale o tramite il Fondo per la formazione e il sostegno al reddito dei lavoratori, l’istanza può essere presentata dal Fondo in nome e per conto delle imprese aderenti.

In buona sostanza si tratta di un qualcosa di molto simile ad un contratto di solidarietà senza dichiarazione di esuberi ma con la possibilità, come pure visto da ultimo, di impiegarlo anche nell’ottica di una futura prossima riorganizzazione con riduzione del personale.

L’istituto servirà ed è pensato quindi per quelle imprese che in conseguenza della pandemia si sono trovate a dover rivedere in tutto o in parte il proprio modello di business ma che grazie a questi aggiustamenti stanno riuscendo a mantenere l’attuale organizzazione aziendale (e che così faranno quand’anche cesserà (?) il divieto di licenziamento) ma che per farlo necessitano di nuove competenze appunto, sia per quelle che a fronte dei risvolti negativi della crisi pandemica dovranno procedere ad una ristrutturazione aziendale.

Il secondo step, dopo la redazione e la sottoscrizione dell’accordo sindacale, sarà quello di presentare istanza di contributo nei confronti dell’ANPAL. All’istanza andrà anche allegato il progetto per lo sviluppo delle competenze.

Tale progetto dovrà contenere l’individuazione degli obiettivi di apprendimento, dei soggetti destinatari, del soggetto erogatore, degli oneri e delle modalità di svolgimento del percorso e della relativa durata.

Quanto agli enti erogatori dei percorsi formativi ci si potrà rivolgere a tutti gli enti accreditati a livello nazionale  e regionale, ovvero ad altri soggetti, anche provati, che per statuto o istituzionalmente sulla base di specifiche disposizioni legislative svolgano attività di formazione (università, statali e non, scuole superiori, centri per l’istruzione). Come detto, può svolgere attività formativa anche la stessa impresa quando ciò sia previsto dall’accordo sindacale.

L’Anpal, nel rispetto di quanto sopra, che valuterà e accoglierà le domande sulla base di un criterio cronologico, determina l’importo massimo riconoscibile distinto tra il costo delle ore di formazione e i relativi contributi previdenziali e assistenziali.

L’erogazione del contributo è eseguita da INPS, su richiesta di ANPAL, in due tranche: anticipazione del 70% e saldo. L’approvazione dell’istanza di contributo determina per il soggetto richiedente, nel caso di istanza singola, e per il singolo datore di lavoro, nel caso di istanza cumulativa, l’erogazione, a titolo di anticipazione, del 70% del contributo concesso.

Il saldo può essere richiesto al completamento delle attività di sviluppo delle competenze da parte dei lavoratori e deve essere presentata nei successivi 40 giorni dalla conclusione dei percorsi di sviluppo delle competenze.

In conclusione a parere di chi scrive vale la pena riflettere sull’impiego di questo istituto in quanto davvero pare essere finalmente una forma illuminata di ammortizzatore sociale sia sotto il profilo degli incrementi di competenze individuali in chiave ricollocabilità, sia sotto il profilo collettivo di aumento della competitività ed efficienza delle imprese ottenuta attraverso una maggiore qualificazione delle risorse umane. Ci guadagnano tutti insomma!

Si rimane a disposizione per chiarimenti e eventualmente per ulteriormente discuterne cosa che stiamo facendo già in diverse realtà aziendali, grazie anche alla collaborazione con le OO.SS.

Una buona giornata.

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