Al momento stai visualizzando CONVERTITO IN LEGGE IL DL FISCO LAVORO, CON ALCUNE NOVITA’

CONVERTITO IN LEGGE IL DL FISCO LAVORO, CON ALCUNE NOVITA’

News | 21 Dicembre 2021 | Studio Legale MC

Con la Legge 17 dicembre 2021 n. 215, in vigore da oggi, è stato convertito il D.L. 21 ottobre 2021 n. 146 (il c.d. “Decreto Fisco Lavoro”), con alcune novità. Di seguito le principali, per punti.

Lavoro in somministrazione. Nuova proroga per le agenzie di somministrazione: fino al 30 settembre 2022, avranno la possibilità di utilizzare lavori somministrati a tempo determinato per una durata superiore a 24 mesi, anche non continuativi, senza conseguenze per l’azienda utilizzatrice, la quale non rischierà, quindi, di subire la costituzione di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato. Lo prevede espressamente il nuovo art. 11, co. 15.

Ammortizzatori sociali Covid-19: sanatoria e remissione in termini. I termini di decadenza per l’invio dei dati necessari per il conguaglio, il pagamento o il saldo delle domande di accesso ai trattamenti di integrazione salariale collegati all’emergenza epidemiologica da Covid-19, scaduti tra il 31 gennaio e il 30 settembre 20221, sono differiti al 31 dicembre 2021. Inoltre, le domande già inviate alla data di entrata in vigore della legge di conversione e che non siano state accolte, devono essere ora considerate validamente presentate. Così dispone l’art. 11-bis, introdotto proprio dalla Legge di conversione.

Giustizia fiscale. L’estratto di ruolo non è più impugnabile: il ruolo e la cartella di pagamento diventano suscettibili di diretta impugnazione nei soli casi in cui il debitore che agisce in giudizio dimostri che dall’iscrizione a ruolo possa derivargli un pregiudizio per la partecipazione ad una procedura di appalto oppure per la riscossione di somme dovute dai soggetti pubblici. Così dispone l’art. 3-bis introdotto dalla Legge di conversione.

Fondo Nuove competenze. Le risorse di cui all’articolo 1, comma 324, primo periodo, della legge 178/2020, possono essere altresì destinate a favore dell’Agenzia nazionale delle politiche attive del lavoro (ANPAL) per essere utilizzate per le finalità di cui all’articolo 88, comma 1, del D.L. 34/2020: si tratta in totale di 700 milioni di euro, di cui 200 milioni riservati a progetti già presentati ed i restanti 500 milioni destinati a nuovi bandi che verranno emanati nel prossimo biennio. Così dispone l’art. 11-ter, inserito dalla Legge di conversione.

Nuovi obblighi per le imprese…

Il datore di lavoro e il dirigente hanno ora per legge l’obbligo di individuare un preposto chiamato a svolgere l’attività di vigilanza. I contratti individuali e accordi collettivi di lavoro possono stabilire un emolumento a titolo di compenso per questa specifica funzione.

Nuovi obblighi anche nei contratti d’appalto, d’opera e di somministrazione…

Nel caso di contratti di appalto, d’opera e di somministrazione, i datori di lavoro appaltatori e subappaltatori devono indicare espressamente al datore di lavoro committente il personale il personale che svolge la funzione di preposto.

Inoltre, il committente che abbia al proprio servizio lavoratori autonomi occasionali è tenuto a trasmettere preventiva comunicazione all’Ispettorato Territoriale del Lavoro, mediante sms o posta elettronica, per segnalarne l’attività.

Nel caso di inottemperanza, è prevista una sanzione amministrativa da 500 a 2.500 euro per ciascun lavoratore autonomo occasionale per cui è stata omessa o ritardata la comunicazione. Non si applica la procedura di diffida di cui all’articolo 13 del D.lgs. n. 124/2004. Lo dispone la Legge di Conversione che modifica l’art. 11, co. 1 del DL Fisco Lavoro.

…e anche per i preposti. Ai sensi del nuovo art. 19, co. 1, let. f-bis) del TU Sicurezza, il preposto, infatti, è tenuto “in caso di rilevazione di deficienze dei mezzi e delle attrezzature di lavoro e di ogni condizione di pericolo rilevata durante l’attività di vigilanza, se necessario, ad interrompere temporaneamente l’attività e, comunque, a segnalare tempestivamente al datore di lavoro e al dirigente le non conformità rilevate”.

 Ispettorato Nazionale del Lavoro. Nuove competenze: ora L’Ente si fa carico anche dell’attività di vigilanza sull’applicazione in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. ASL e Ispettorato promuovono e coordinano sul piano operativo l’attività di vigilanza a livello provinciale.

 Nuovi provvedimenti contro il lavoro irregolare. Provvedimenti degli organi di vigilanza per il contrasto del lavoro irregolare e per la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori:

  • l’Ispettorato nazionale del lavoro adotta un provvedimento di sospensione dell’attività imprenditoriale quando riscontra che almeno il 10% dei lavoratori presenti sul luogo di lavoro risulti occupato, al momento dell’accesso ispettivo, senza preventiva comunicazione di instaurazione del rapporto di lavoro ovvero inquadrato come lavoratori autonomi occasionali in assenza delle condizioni richieste dalla normativa nonché, a prescindere dal settore di intervento, in caso di gravi violazioni in materia di tutela della salute e della sicurezza del lavoro;
  • Il provvedimento di sospensione è adottato in relazione alla parte dell’attività imprenditoriale interessata dalle violazioni o, alternativamente, dell’attività lavorativa prestata dai lavoratori interessati dalle violazioni indicate. Con il provvedimento, l’Ispettorato nazionale del lavoro può imporre specifiche misure atte a far cessare il pericolo per la sicurezza o per la salute dei lavoratori durante il lavoro.

Importanti gli effetti del periodo di sospensione:

  • è fatto divieto all’impresa di contrattare con la pubblica amministrazione e con le stazioni appaltanti, come definite dal codice dei contratti pubblici, di cui al D.lgs. n. 50/2016;
  • il datore di lavoro è tenuto a corrispondere la retribuzione e a versare i contributi ai lavoratori interessati. Entrambe le disposizioni sono state introdotte con la Legge di Conversione, a modifica dell’art. 11, co. 2 del DL Fisco Lavoro.

Il datore di lavoro che non ottempera al provvedimento di sospensione è punito con l’arresto fino a 6 mesi nelle ipotesi di sospensione per le violazioni in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro e con l’arresto da 3 a 6 mesi o con l’ammenda da 2.500 a 6.400 euro nelle ipotesi di sospensione per lavoro irregolare.

Esonero di responsabilità per i dirigenti scolastici. Interessante anche il nuovo art. 18, co. 3 del T.U. Sicurezza, come introdotto dalla Legge di Conversione:

  • i dirigenti delle istituzioni scolastiche sono esentati da qualsiasi responsabilità civile, amministrativa e penale qualora abbiano tempestivamente richiesto gli interventi strutturali e di manutenzione necessari per assicurare la sicurezza dei locali e degli edifici assegnati, adottando le misure di carattere gestionale di propria competenza nei limiti delle risorse disponibili a legislazione vigente. In ogni caso, gli interventi relativi all’installazione degli impianti e alla loro verifica periodica e gli interventi strutturali e di manutenzione riferiti ad aree e spazi degli edifici non assegnati alle istituzioni scolastiche nonché ai vani e locali tecnici e ai tetti e sottotetti delle sedi delle istituzioni scolastiche restano a carico dell’amministrazione tenuta, ai sensi delle norme o delle convenzioni vigenti, alla loro fornitura e manutenzione.
  • qualora i dirigenti, sulla base della valutazione svolta con la diligenza del buon padre di famiglia, rilevino la sussistenza di un pericolo grave e immediato, possono interdire parzialmente o totalmente l’utilizzo dei locali e degli edifici assegnati, nonché’ ordinarne l’evacuazione, dandone tempestiva comunicazione all’amministrazione tenuta, ai sensi delle norme o delle convenzioni vigenti, alla loro fornitura e manutenzione, nonché alla competente autorità di pubblica sicurezza. Nei casi in parola non si applicano gli articoli 331, 340 e 658 del codice penale (interruzione di pubblico servizio o ufficio e disposizioni correlate).

Disposizioni a favore dei lavoratori con spettro autistico, incentivi alle imprese.

Le imprese residenti in Italia e costituite da non più di 60 mesi, per un periodo non inferiore a un anno, come dipendenti o collaboratori a qualsiasi titolo, in una proporzione uguale o superiore ai due terzi della forza lavoro complessiva, lavoratori con disturbi dello spettro autistico ed esercitano attività di impresa al fine dell’inserimento lavorativo di persone con disturbi dello spettro autistico, sonno qualificate start-up a vocazione sociale ai sensi dell’articolo 25, comma 4, del D.L. 179/2012.

La retribuzione dei lavoratori assunti da una start-up sociale è costituita da una parte che non può essere inferiore al minimo tabellare previsto, per il rispettivo livello di inquadramento, dal contratto collettivo applicabile e da una parte variabile. La retribuzione percepita dal lavoratore con disturbi dello spettro autistico assunto dalla start-up non concorre alla formazione del reddito imponibile complessivo del lavoratore medesimo, sia ai fini fiscali, sia ai fini contributivi.

datori di lavoro, su richiesta, possono anche beneficiare di un incentivo, per un periodo di 36 mesi e nella misura del 70% della retribuzione mensile lorda imponibile ai fini previdenziali, per ogni lavoratore con disturbi dello spettro autistico assunto con rapporto di lavoro a tempo indeterminato. L’incentivo è corrisposto al datore di lavoro mediante conguaglio nelle denunce contributive mensili. Gli utili di esercizio derivanti dall’attività di impresa della start-up a vocazione sociale non sono imponibili ai fini delle imposte sul reddito e dell’IRAP per 5 esercizi successivi alla data di inizio di attività. Lo introduce la Legge di Conversione con l’art. 12-quinquies.

 

 

Download materiali