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Cassa Integrazione In Deroga Friuli Venezia Giulia – ecco il decreto attuativo varato oggi dalla Giunta

Emergenza COVID | 26 Marzo 2020 | Studio Legale MC

Carissimi,

Vi comunico che è stato da poco pubblicato il testo dell’intesa raggiunta a livello regionale per la regolamentazione della Cassa Integrazione Guadagni in Deroga, quale ammortizzatore sociale residuale che opera per quelle imprese che non hanno altre forme di sostegno al reddito in caso di riduzione o sospensione dell’attività lavorativa o eccezionalmente per quest’emergenza, per quei datori di lavoro che rientrano nel campo di applicazione della sola Cigs.

Imprese interessate: datori di lavoro del settore privato, inclusi quelli agricoli, della pesca e del terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti.

Sono esclusi, invece, i datori di lavoro domestico, per i quali non trovino applicazione le tutele previste dalla vigente disciplina in materia di ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro (CIGO, CISOA, FIS o Fondi di solidarietà) e come detto le imprese rientranti nel campo di applicazione della sola CIGS.

Come ricordato le imprese con unità produttive in 5 o più Regioni (ad es. imprese + 50 dipendenti settore commercio) potranno inoltrare direttamente la domanda al Ministero del Lavoro, secondo le modalità previste dal DPCM del 24 marzo 2020 e, si ritiene, svolgere un’unica procedura sindacale a livello nazionale, visto il richiamo dell’art. 2 del citato decreto ministeriale all’art. 22, comma 1 (che disciplina anche appunto la procedura sindacale).

Modalità di accesso: L’intervento di Cig in deroga può essere richiesto a seguito di sospensione o riduzione dell’orario di lavoro per periodi anche non continuativi per un limite massimo di nove settimane che decorrono, anche retroattivamente, dal 23 febbraio 2020 e sino al 31 agosto 2020.

Le domande dovranno essere trasmesse in via telematica a partire dal 27 marzo 2020 rispettando i seguenti termini (in parte diversi rispetto alla normativa ex art. 19 e 22 d.l. 18/2020):

con riferimento a sospensioni o riduzioni di orario aventi decorrenza nel periodo ricompreso fra il 23 febbraio 2020 e il 26 marzo 2020, entro 60 giorni decorrenti da tale ultima data (non i 4 mesi previsti dalla CIGO);

con riferimento a sospensioni e riduzioni di orario aventi decorrenza successiva al 26 marzo 2020, entro 60 giorni dalla data in cui ha avuto inizio la sospensione o la riduzione dell’orario di lavoro.

Procedura sindacale: Per usufruire dell’intervento di integrazione salariale in deroga, come sopra anticipato, il datore di lavoro deve:

Se occupa più di cinque dipendenti: sottoscrivere presso gli enti bilaterali ovvero direttamente con le OO.SS. nel caso in cui non risulti iscritti ad alcun fondo, prima dell’inoltro della domanda, un accordo sindacale che dovranno evidenziare tra l’altro:

a. l’impossibilità per il datore di lavoro di accedere alle tutele previste dalle vigenti disposizioni in materia di sospensione o riduzione di orario, in costanza di rapporto di lavoro (CIGO, CISOA, FIS o Fondi di solidarietà);

b. che i lavoratori i quali vengono collocati in CIG in deroga non beneficiano, per il periodo di sospensione, di altre prestazioni previdenziali e assistenziali connesse alla sospensione dell’attività lavorativa;

c. la sussistenza di un pregiudizio derivato all’attività del datore di lavoro in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da COVID – 19 tale da giustificare il ricorso alla CIG in deroga;

d. il periodo e l’elenco nominativo dei lavoratori per i quali è richiesto il trattamento di CIG in deroga, con l’indicazione della modalità di utilizzo delle sospensioni e delle riduzioni dell’orario di lavoro, verticali od orizzontali;

e. il numero complessivo di ore per le quali è richiesto il trattamento di CIG in deroga.

Se occupa fino a cinque dipendenti: rendere alle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative apposita informativa.

Le imprese iscritte agli Enti bilaterali della propria categoria dovranno sottoscrivere, anche in via telematica, gli accordi sindacali presso la competente sede territoriale dell’Ente.

Modalità di pagamento e di presentazione della domanda: come di consueto per questo strumento, il pagamento delle provvidenza della CIGD verrà effettuato direttamente dall’Inps (il Presidente Conte ha oggi chiarito, su Facebook, che ha richiesto all’Istituto ed al Ministero delle finanze, che il (primo) pagamento avvenga al massimo entro il 15 aprile.

Le domande potranno essere caricate tramite il sistema Adeline a decorrere da domani venerdì 27 marzo.

Focus ferie: ad una prima lettura del testo c’è chi ha sostenuto che il punto 6 dell’accordo ove si legge che “le Parti hanno preso atto di quanto previsto dal punto 8 del Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid – 19 negli ambienti di lavoro di data 14 marzo 2020” imporrebbe al datore di lavoro di fare previamente ricorso alle ferie, prima dell’attivazione dell’ammortizzatore sociale in deroga. Tuttavia a leggere bene il citato Protocollo si evince l’esatto contrario se è vero come è vero che lo stesso prevede che si dovranno utilizzare in via prioritaria gli ammortizzatori sociali disponibili e, solo qualora questi ultimi non risultassero sufficienti o disponibili, si utilizzeranno i periodi di ferie arretrati e non ancora fruiti.

Peraltro proprio in un periodo come quello in cui ci troviamo a vivere dove molte delle imprese che potranno fruire della cigd in deroga (penso al settore del turismo e della ristorazione) hanno dovuto sospendere del tutto l’attività lavorativa in adempimento dei dpcm del 11 e del 22 marzo 2020, imporre a queste ultime l’esborso economico connesso al pagamento delle ferie, significherebbe porre in pericolo la loro stessa esistenza, in totale controtendenza rispetto alle ispirazioni del legislatore regionale e nazionale.

Peraltro mal si concilierebbe una lettura di cotal guisa, con il più volte citato messaggio inps dell’ottobre del 2020 che chiarisce come l’Istituto risulti estraneo al tema delle ferie, il quale riguarda esclusivamente il rapporto datore di lavoro e lavoratore e stabilisce come l’esaurimento delle ferie non sia condizione per l’accesso alla CIGO.

Suggerimento: Si evidenzia come ad oggi l’INPS non abbia ancora chiarito la modalità del conteggio del periodo di 9 settimane di CIGD.

Si ricorda, infatti, che tale conteggio può essere svolto su base giornaliera o settimanale.

Pertanto, in via prudenziale ed in attesa dei chiarimenti da parte dell’Ente, si consiglia di non utilizzare l’intero periodo delle 9 settimane in un unico accordo, essendo possibile gestire tale “plafond” in tre accordi successivi.

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