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Aggiornamento DPCM

Emergenza COVID | 11 Marzo 2020 | Studio Legale MC

NOTA INFORMATIVA EMERGENZA COVID 2019 AGGIORNAMENTO DPCM 11 MARZO 2020

Carissimi,

avrete visto tutti immagino il messaggio di Conte.

Tralasciando tutto il resto, mi concentro sulla parte dedicata alle attività produttive, anche perché a parte la chiusura di bar e ristoranti, nell’elenco di attività commerciali allegate al dpcm, sono molte quelle che rimarranno aperte.

Per quanto riguarda le attività produttive, l’impressione che ho avuto ascoltando Conte, di un provvedimento vago, con concetti fumosi e di taglio nient’affatto pratico, ha trovato conferma nel testo del dpcm che di seguito vi riporto:

7) In ordine alle attività produttive e alle attività professionali si raccomanda che:

a) sia attuato il massimo utilizzo da parte delle imprese di modalità di lavoro agile per le attività che possono essere svolte al proprio domicilio o in modalità a distanza;

b) siano incentivate le ferie e i congedi retribuiti per i dipendenti nonché gli altri strumenti previsti dalla contrattazione collettiva;

c) siano sospese le attività dei reparti aziendali non indispensabili alla produzione;

d) assumano protocolli di sicurezza anti-contagio e, laddove non fosse possibile rispettare la distanza interpersonale di un metro come principale misura di contenimento, con adozione di strumenti di protezione individuale;

e) siano incentivate le operazioni di sanificazione dei luoghi di lavoro, anche utilizzando a tal fine forme di ammortizzatori sociali;

8) per le sole attività produttive si raccomanda altresì che siano limitati al massimo gli spostamenti all’interno dei siti e contingentato l’accesso agli spazi comuni;

9) in relazione a quanto disposto nell’ambito dei numeri 7 e 8 si favoriscono, limitatamente alle attività produttive, intese tra organizzazioni datoriali e sindacali.

Innanzitutto direi che va chiarito che gli spostamenti dei lavoratori dal proprio domicilio all’azienda rimangono soggetti alle medesime condizioni già analizzate in precedenza (autodichiarazione, lettera a firma dell’azienda ed indirizzata al singolo lavoratore che confermi la necessità della presenza in servizio).

Dopo il solito riferimento al lavoro agile ed all’utilizzo di ferie e permessi per sopperire alla contrazione di lavoro, le stranezze cominciano con la lettera c) laddove si parla di reparti non indispensabili alla produzione quasi come se fino a ieri, l’impresa avesse tenuto aperti uffici sostanzialmente inutili rispetto al proprio core business. A volergli dare un significato, potremmo pensare che si tratti di tutti quei reparti ove sono impiegati gli indiretti, dal commerciale, all’amministrazione e finanza, alla qualità; per questi uffici ritengo che vada spinto il più possibile il lavoro agile, con la presenza in servizio di pochi operatori, sempre ove sia possibile lavorare alla distanza di un metro, meglio sempre sé con dispositivi di protezione come mascherine e guanti e con la piena disponibilità all’ingresso di disinfettanti (come indicato dalla successiva lett d).

La lettera d), unitamente al punto 9, ritengo sia il cuore di questa norma.

L’azienda dovrà dotarsi di un protocollo di sicurezza, il che fa pensare non solo ad una prassi operativa, ma ad un documento ad hoc; in realtà anche questa non è una novità assoluta se è vero come è vero che già i precedenti interventi normativi avevano previsto la necessità di aggiornare il dvr anche per quanto riguarda questo aspetto. La novità allora è rappresentata da quanto indicato al successivo punto 9 ossia dalle intese tra datori di lavoro e sindacati. Le OO.SS., le rsa e le rsu possono così essere chiamate, unitamente all’impresa, a proporre e a validare le misure attuate per limitare il rischio di contagio.

Il consiglio in questo caso è quello di promuovere tramite strumenti di comunicazione a distanza, tavoli di confronto tra azienda, medico competente ed rspp ed rls, al fine di individuare un documento condiviso in cui convergano le istanze di tutte le parti coinvolte.

Quanto appena riportato (adozione di intese sindacali) pur non apparendo come un obbligo è secondo me, vivamente consigliato proprio per porsi al riparo rispetto all’efficacia delle misure adottate.

In relazione a queste ultime, dal mio punto di vista, anche avendo a mente l’incipit di Conte rispetto alle nuove misure “al primo posto c’è la salute” ed il riferimento esplicito al fatto che in questo contesto altri diritti anche costituzionalmente rilevanti (privacy) possono essere compressi, ritengo che cautele quali la misurazione obbligatoria della temperatura all’ingresso, possano ed anzi debbano essere attivate, rimandando a casa chi dovesse presentare una temperatura superiore ai 37.5 gradi (pur ammettendo che la rilevazione debba avvenire con modalità tali da minimizzare il rischio di diffusione dei relativi dati, che pertanto dovranno essere rilevati e conosciuti solo da determinati soggetti previamente individuati e conservati per il minor tempo possibile).

Quanto alle ulteriori cautele che dovranno essere inserite nel protocollo condiviso con le parti sociali, si tratterà di calare nella concreta e specifica realtà aziendale, i noti temi della distanza, della sanificazione dei luoghi e delle postazioni di lavoro, della limitazione agli accessi in aree ove si potrebbero creare assembramenti, della formazione generale, del ricorso al lavoro agile, dell’utilizzo di dpi, della sospensione delle trasferte.

La centralità del ruolo assegnato alla cooperazione tra impresa e parti sindacali appare anche alla lett. e) del punto 7) ove si prevede espressamente il ricorso agli ammortizzatori sociali. Per quanto anche questa norma risulti un po’ scollegata dal contesto (nel punto 7 si parla infatti di sanificazione), è evidente l’invito del legislatore a spingere verso quelle intese che consentano all’impresa di poter fronteggiare il calo di lavoro con le provvidenze della cigo, della cigs (del contratto di solidarietà) e del FIS.

Va detto infine che probabilmente sarebbe stato preferibile che queste nuove misure che innegabilmente porteranno ad un’ulteriore contrazione delle attività delle imprese seguissero e non precedessero l’adozione degli interventi economici annunciati per venerdì, tra cui come già vi ho anticipato, un ammortizzatore sociale ad hoc. Su questo aspetto pertanto torneremo senz’altro tra qualche giorno per capire quale strumento risulterà più veloce, agile ed efficace per dare respiro ad aziende e lavoratori.

Tutto lo Studio pur se #iorestoacasa, rimane a disposizione, via mail, skype, cellulare per confrontarsi su ognuno di questi temi e darvi supporto per l’elaborazione e la redazione dei protocolli di sicurezza e delle intese sindacali di cui sopra.